Federazione Coldiretti Valle d'Aosta

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Tradizione e modernità, territorio, cultura, qualità, ma soprattutto duro lavoro. Così si può identificare il comparto agricolo della più piccola e più montuosa Regione italiana. Il territorio e il clima, è evidente, condizionano in maniera pesante l’attività agricola che si è indirizzata principalmente alla zootecnia. Il patrimonio bovino è rilevante; circa 38.000 capi distribuiti su circa 1500 aziende che occupano le vallate laterali e che mantengono vivo il territorio con la pratica dell’alpicoltura, attraverso la monticazione estiva nei Mayens e negli Alpeggi.

Il territorio Regionale ammonta a 326.000 ettari di cui poco più di 16.000 sono disponibili all’agricoltura, e regolarmente coltivati. A questi devono aggiungersi circa 36.000 ettari di pascolo di alta quota utilizzati, appunto, in estate per la pratica dell’alpeggio.

La superficie agraria è suddivisa in circa 15.000 ettari in prato a foraggio, 500 ettari a vigneto, ( di cui 200 a DOC) 350 ettari a frutteto, oltre200 ettari a patate, orti familiari, piccoli frutti, ecc.

fontinaL’attività prevalente è quindi la zootecnia che assorbe dall’85 al 90% del PLV totale, ammontante a circa 550 milioni di euro.
Il prodotto principale è, senz’altro la FONTINA DOP, formaggio prodotto in circa 400.000 forme all’anno, che vengono commercializzate, per la maggioranza, dalla Cooperativa Produttori Latte e Fontina, che affianca il Consorzio Produttori per la Tutela della Fontina, che si occupa del controllo e della tutela.

La struttura cooperativa è ben organizzata e il latte viene trasformato, nel periodo invernale, in diciotto caseifici cooperativi oltre al alcuni importanti caseifici privati, e molti piccoli trasformatori. Nel periodo estivo, naturalmente, la trasformazione avviene direttamente nei pascoli montani.

Da non dimenticare il VALLE D’AOSTA FROMADZO DOP, formaggio tipico dal riconoscimento Comunitario.

Ma anche gli altri settori, sia pur con logiche proporzionate alle dimensioni, hanno saputo fornire prodotti eccelsi, il famoso “LARDO D’ARNAD DOP”, o il prestigioso “JAMBON DE BOSSES DOP” prelibato prosciutto crudo.

Un discorso altrettanto significativo deve essere riservato al settore vitivinicolo, il settore che ha saputo espandersi con efficacia, è sempre più proiettato alla ricerca della qualità. I doc sono 22, con sei cooperative vitivinicole distribuite sull’asse geografico centrale della Regione, da Donnas a Morgex, e numerosi produttori privati. La produzione DOC è di quasi 9.000 ettolitri di vino, che hanno saputo raccogliere prestigiosi allori e riconoscimenti a livello internazionale.

Il settore frutticolo interessa, quasi esclusivamente, la produzione di mele. La produzione è assestata a circa 40.000 quintali, il 60% è rappresentato “Renette” mentre per il restante 40% si tratta di “Golden”. La limitata produzione è sintomo di qualità e l’ambiente asciutto e ventilato permette di limitare fortemente i trattamenti fitosanitari.

La produzione di miele rappresenta un piccolo mercato ma di altissima qualità, tutto consumato in loco, per una produzione annua di circa 1000 quintali prodotti da circa 7400 arnie.

Ben sviluppato l’agriturismo con una cinquantina di aziende, delle quali circa la metà offrono ristoro enogastronomico.